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Home :: Principale :: Progetti europei :: RAVENSBRÜCK - Il futuro ha una memoria

RAVENSBRÜCK - Il futuro ha una memoria


RAVENSBRÜCK

Dal 18 maggio 1939 al 30 aprile 1945 Ravensbrück  - il ‘ponte dei corvi’ - è stato l’inferno delle donne.
Il lager si trova a 81 km. da Berlino, in una zona fredda e paludosa sul lago di Schweed.
Domenica 30 aprile, nel giorno del 61esimo anno della liberazione, un gruppo di studenti del nostro Istituto lo ha visitato insieme a circa 350 studenti dei licei e degli istituti di Cremona, Crema, Pandino, Soresina e Casalmaggiore. Insieme i ragazzi  hanno depositato tre corone d’alloro davanti alla fossa comune delle deportate italiane, nel corso di una cerimonia suggestiva, aperta dall’Ave Verum di Mozart cantata dai ragazzi delle Magistrali.
La visita al lager è stata la tappa più sconvolgente del ‘viaggio della memoria’ organizzato dal Comitato provinciale per la difesa e lo sviluppo della democrazia, un viaggio cominciato il 26 e 27 aprile e che prima di arrivare a Ravensbrück ha fatto tappa a Berlino per visitare il Museo ebraico, il Memoriale degli ebrei e il Muro di Berlino.
Nell’inferno di Ravensbrück le deportate matricolate ammontarono a 125.000, delle quali 92.000 morirono, stroncate da tubercolosi, febbre tifoidea, tifo, dissenteria.
I loro cadaveri venivano bruciati nei tre forni crematori in funzione dall’aprile 1943, le ceneri gettate nel lago Schweed. La popolazione nel campo di concentramento, nel 1943 toccò le 30.849 donne e con la fine di giugno 1944 cominciarono ad affluirne anche dall’Italia, ultima nazionalità ad arrivare nel lager. Donne annientate nella loro individualità, umiliate, rasate, spogliate, costrette a stare in piedi per ore. Donne costrette a vivere in 250 in ciascuna baracca, a dormire in 4 o in 5 per letto Donne costrette a cominciare la loro giornata alle 3 e mezza del mattino e a sostentarsi con un caffè a colazione una zuppa di patate per cena. Donne sottoposte alla sperimentazioni medica, sterilizzate. Ancora, donne costrette ad abortire. Nel 1944 fu creato un luogo dove farle partorire: 550 bambini nacquero tra le baracche e il filo spinato per morire con le loro mamme.
Il 30 aprile di 61 anni fa, si spalancò il portone, entrarono i militari della Croce Rossa danese e norvegese.

Le donne, quelle che ce l’avevano fatta, furono portate via dall’inferno. Per non dimenticare..



Data ultima modifica: Lunedì, 29 Maggio 2006  |  Autore ultima modifica: del Portale  |  Stampa
   

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