Orientamento: il video di “Cremona Oggi”
Pubblicati dal quotidiano online “Cremona Oggi” un articolo e un video sul Beltrami, della serie “Studiare a Cremona. Le proposte”.
Pubblicati dal quotidiano online “Cremona Oggi” un articolo e un video sul Beltrami, della serie “Studiare a Cremona. Le proposte”.
Con una breve “cerimonia” in Presidenza il Dirigente scolastico –prof. Adelio Maffezzoni- ha salutato a nome di tutta la comunità del Beltrami il prof. Torresani, in procinto di partire per la seconda volta per l’estero. Nei prossimi quattro anni, infatti, insegnerà presso il Gymnazium Ustavni di Praga.
Gli abbiamo rivolto qualche domanda:
BB [Blog Beltrami] Lei ha già insegnato all’estero; può dirci qualcosa della sua esperienza?
MT [Michele Torresani] Ho insegnato come “lettore” in tre università straniere: per due anni in Polonia, a Cracovia, e per tre anni negli Stati Uniti, a Providence (RI) e a Boston (MA). E’ stata un’esperienza molto arricchente, in termini umani e professionali: ho conosciuto persone straordinarie [con alcuni colleghi siamo diventati amici] e imparato molte cose.
BB Come affronta questa nuova avventura?
MT Mi piace conoscere nuove realtà e dunque parto con un certo entusiasmo. All’estero poi aumenta l’ “orgoglio” di essere italiani, di appartenere a una nazione che ha dato al mondo geni come Dante, Michelangelo, Leonardo, Rossini. Qualsiasi persona straniera di media cultura fa coincidere l’Italia con l’arte, la musica, la bellezza e una certa capacità di godere della vita. Dato che insegnerò a ragazzi cechi di una scuola superiore, cercherò di trasmettere l’amore per la nostra terra [almeno per le cose belle che la caratterizzano]. Un altro vantaggio è che si può mettere da parte un certo provincialismo che permea la politica italiana, non sempre all’altezza delle aspettative dei cittadini.
BB Sono tutte “rose e fiori”?
MT Decisamente no. Vivere all’estero per un lungo periodo non equivale a visitare un paese straniero per qualche giorno: il turista è affascinato dai monumenti, dai musei, dal paesaggio, dalla gente; soggiornare per mesi o anni significa affrontare altri problemi. Per quanto ci si sappia adattare, non si è mai nel proprio Paese e si resta sempre un po’ “stranieri”. La lingua, gli usi e costumi, la storia, le tradizioni, che si assimilano sin dall’infanzia nella propria patria (non a caso paragonata spesso a una “madre”), sono talvolta molto diversi ed estranei alla propria mentalità. Si possono facilmente commettere errori di prospettiva e ci si deve sottoporre a un lungo e non sempre facile lavoro di adeguamento.
BB Non ha rimpianti per gli studenti che lascia?
MT Quest’anno avrei avuto due seconde con le quali avevo lavorato l’anno scorso. Dunque conosco abbastanza bene quelle classi. Ci sono studenti molto motivati e bravi. Abbiamo realizzato molti progetti: da Repubblica@Scuola al giornalino, da Moduli di storia in lingua alla collaborazione con “Cremona Produce”, ma credo che lavoreranno bene con qualsiasi altro collega. Nessuno è indispensabile, anche se alcuni come me vorrebbero lasciare un segno. E poi con Internet e altri mezzi è facile restare in contatto. Uno dei miei migliori amici è stato anni fa un mio studente dell’Anguissola, istituto che lasciai quando partii per la Polonia. Non sappiamo mai cosa ci può riservare la vita.
BB Come si ottiene l’incarico per insegnare all’estero?
MT Tutti i docenti interessati possono ottenerlo. Basta superare un concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri [l’ultimo è stato nel 2006 e sembra imminente un nuovo bando]. Ci sono tre tipologie di posto [1. scuole italiane all’estero o sezioni in scuole internazionali; 2. scuole europee; 3. lettorati presso le università; quest’ultimo concorso riservato ai docenti di lingue e a quelli di lettere] e quattro aree linguistiche [francese; inglese; tedesca e spagnola]. Pertanto un docente di italiano/lingue straniere ha accesso a 12 concorsi e un insegnante di altre discipline a 8. Superati gli esami, che finora si sono sempre svolti a Roma, si viene inseriti in graduatorie nazionali, alle quali il MAE fa riferimento per nominare i docenti.
BB Tanti auguri per la sua nuova esperienza!
Nell’anno scolastico 2010/2011 la classe 5^B Igea, sotto la guida della prof.ssa Clara Vincenzi, partecipò a un concorso provinciale, bandito in occasione del 150^ anniversario dell’Unità d’Italia, con un dialogo immaginario, ma al tempo stesso frutto di una attenta documentazione storica.
“Cremona Produce” lo pubblica ora sull’ultimo n. in edicola a giorni.
Anche quest’anno l’Istituto di Cultura Romena propone agli studenti del Beltrami un Corso di Lingua, Cultura e Civilizzazione Romena.
Si rivolge agli allievi di origine romena e a tutti coloro che vogliono conoscere la lingua, la cultura e la civilizzazione romena.
Si svolge presso le istuzioni scolastiche italiane, come il nostro Istituto.
E’ gratuito, 2 ore a settimana.
E’ strutturato per tutti i livelli di insegnamento: dalla primaria alla secondaria di II grado.
Viene insegnato da professori romeni.
Ai partecipanti viene rilasciato un attestato di compimento del corso.
Con l’avvio dell’anno scolastico torna l’iniziativa “Repubblica@Scuola”, ben nota ai lettori del blog del Beltrami e agli studenti più attenti e interessati alle proposte culturali del nostro Istituto.
L’anno scorso due studenti della 1^A hanno pubblicato sulla pagina dedicata alla nostra scuola alcuni interessanti articoli.
Primini e altri studenti che aspirano a mettersi in gioco come giornalisti in erba possono visionare il video che illustra l’iniziativa.
L’ ANSAS Nucleo Territoriale Lombardia (ex IRRE Lombardia) , nell’ambito delle attività di sostegno all’innovazione di didattica e, in particolare, all’utilizzo delle Tecnologie Digitali nella scuola, promuove, in collaborazione con l’associazione Wikimedia Italia, un concorso per le migliori voci scritte in Wikipedia dagli studenti delle scuole secondarie di II grado della Lombardia.
Per capire di che si tratta, gli studenti interessati possono consultare la pagina dedicata al progetto, la quale contiene informazioni e consigli. E’ anche possibile scrivere per avere risposte da esperti wikipediani in merito ai problemi incontrati.
Da oggi, lunedì 12 settembre, gli studenti cremonesi tornano in classe. Quattro studenti del Beltrami, Federico Apollo, Stefania Cantoni, Adrian Ciria e Silvia Sartori, stanno comunque frequentando da qualche settimana le lezioni presso l’Handelslehranstalt di Hameln, scuola tedesca con cui il Beltrami ha stabilito un gemellaggio.
Nel numero di venerdì 2 settembre 2011 il settimanale d’informazione “Il Piccolo” si inorgoglisce del fatto che due articoli del giornale siano stati sfruttati durante i recenti esami come spunto per far riflettere gli alunni.
Nello stesso numero, a p. 21, compare un sintetico e ottimo “decalogo”, intitolato Come diventare l’alunno modello. Lo consigliamo a tutti i nostri studenti.
Cercatelo nei numerosi contenitori ubicati presso i bar e in molte attività commerciali di Cremona, oppure leggetelo online tra qualche giorno!
Alex Tchotche, uno studente del Beltrami, da poco diplomatosi ragioniere con 100 centesimi, ha superato brillantemente i test di ammissione alla prestigiosa Università “Bocconi” di Milano e si è iscritto al corso di Laurea in Economia e Scienze sociali. L’abbiamo intervistato.
MT: Cosa rappresenta per te questo importante “traguardo”, che –per altri versi- non è che un “inizio”?
AT: Entrare in Bocconi è un traguardo sicuramente importante, in quanto significa “iniziare” una nuova carriera scolastica, cambiare metodo di apprendimento, forse di studio, ed in un certo senso anche cambiare vita perché andrò a vivere a Milano. Vorrei, però, aggiungere, che questo traguardo è inaspettato perché ho scelto di sostenere il test di ammissione solo a metà aprile, senza alcuna aspettativa, per non fantasticare troppo!
MT: Quali motivazioni ti hanno indotto a scegliere la Bocconi?
AT: Le motivazioni che mi hanno indotto a scegliere la Bocconi risalgono a tre anni fa, quando la mia prof.ssa di Inglese, Elisa Boccoli, ci parlò di questa Università: cosmopolita, aperta all’internazionale, dinamica e ovviamente prestigiosa. Probabilmente ci consigliò la Bocconi non solo per questi aspetti, ma anche perché lei stessa l’aveva frequentata e la conosceva molto bene!
Bisogna dire che questo mio interesse per tale Università svanì non appena andai in Francia nel 2009 e mi innamorai della capitale francese a tal punto da voler a tutti i costi frequentare la Sorbonne, l’Università Statale di Parigi. Fu solo quando scoprii che per diverse motivazioni avrei dovuto postporre il progetto di studiare all’estero, che cominciò a balneare in me l’idea di frequentare un’Università di Milano, la capitale economica dell’Italia.
La decisione di affrontare il test di ammissione alla Bocconi, infine, fu presa quando, grazie alla prof.ssa Rosa Beatrice Soldi, la mia classe partecipò al Salone del Risparmio, tenutosi a Milano e, più precisamente, proprio nell’edificio Grafton, inaugurato nel 2008 come nuova sede amministrativa e aula magna dell’Università Bocconi.
Dopo un tour dell’Università decisi di affrontare il test.
MT: Hai qualche suggerimento da dare agli studenti più giovani?
AT: Il mio suggerimento ai ragazzi più giovani che volessero tentare di sostenere il test di ammissione è ovviamente di non aver paura, perché per passarlo basta ragionare! Inoltre non succede nulla se non lo si supera! La buona riuscita di questo test, infatti, dipende da molte variabili: il numero di coloro che lo sostengono, i voti della 3° e 4° superiore ed eventuali certificazioni. Una cosa su cui vorrei soffermarmi riguarda proprio queste ultime. Queste certificazioni rilasciate da enti che valutano in maniera rigorosa e obiettiva (per es. BEC o PET per l’Inglese; ECDL per l’Informatica, DELF per il Francese, e così via) sono molto utili. Per esperienza, posso affermare che sono veramente una carta da visita; se non la si ha, si rischia di essere scartati, in un mondo che è sempre più competitivo, in cui l’Inglese non è uno “skill” ma un “must”. Alla Bocconi, ma non solo, si dà molto peso alle certificazioni linguistiche ed anche all’ECDL (diversamente dalla Cattolica che non ne tiene più conto dall’anno scorso).
Un ultimo consiglio sincero è ovviamente di fare ciò che si desidera e di non agire per “costrizione”, perché “lo fanno gli amici”. Tuttavia, non posso nascondere una cosa: alcune scelte, anche se tanto desiderate, possono risultare sbagliate se non si fa prima una severa autoanalisi; perciò meglio chiedere a chi ha più esperienza di noi per trarne i consigli più utili!
MT: Ovviamente, i consigli più importanti sono innanzi tutto di avere un’ottima preparazione, frutto di uno studio serio e costante, e, in secondo luogo, di avere acquisito un metodo di lavoro efficace! Complimenti e in bocca al lupo per la tua carriera universitaria!
Nel numero di “Cremona Produce” in edicola in questi giorni (inizio luglio) compare un dossier su Busseto e su Roncole Verdi, frutto del lavoro di tre studenti della 1°A, che vivono al di là del Po ma che frequentano il “Beltrami”. Si tratta del secondo dossier proposto ai lettori della rivista, dopo quello su Bonemerse, apparso due mesi fa, elaborato nell’ambito del progetto Zero/18. I ragazzi hanno imitato i redattori del binestrale, che, come noto, dedicano regolarmente a un quartiere di Cremona vari articoli che approfondiscono differenti aspetti -storici, artistici, sociologici- del rione preso in esame.
Su questa falsariga Umberto Rattotti ha scritto del suo rapporto con il suo paese, da cui non si separerebbe mai; Giacomo Mozzi ha parlato di Giuseppe Verdi e Beatrice Barella ha illustrato la vita e l’opera di Giovanni Guareschi.
Nel corso di una cerimonia tenutasi presso la Sala Quadri del Palazzo Comunale di Cremona, il Sindaco, Oreste Perri, e l’Assessore alle Politiche Educative e della Famiglia, Jane Alquati, hanno premiato le classi che hanno partecipato al Progetto Zero/18. Pur con una ridotta disponibilità economica, il Comune ha voluto assegnare a ogni classe partecipante un buono acquisto da usare presso una libreria cittadina. Per le secondarie di secondo grado, la cifra assegnata ad ogni classe è di 120 euro. I docenti coinvolti sono stati invitati a segnalare al Comune i nominativi degli studenti che si sono meglio distinti per impegno e/o risultati. Le classi premiate sono: 1^A e 1^C per la collaborazione con la rivista “Cremona produce” e la 3^A Mercurio per quella con ASCOM.
Nella foto alcuni degli studenti premiati.
Un applauso fragoroso, un enorme mazzo di fiori e due torte preparate dalle ragazze hanno accolto questa mattina una delle docenti che, al termine dell’anno scolastico, lasceranno l’insegnamento.
Si tratta della professoressa Germana Grazioli, che non è retorico definire uno dei pilastri del “Beltrami”, collaboratrice della nota casa editrice Tramontana [video] e infaticabile curatrice del Sistema di Gestione per la Qualità dell’Istituto.
Ci mancherai, Germana…
Dal 1° aprile al 2 aprile le classi 2^A e 2^F, accompagnate dalle professoresse Peruzzi, Adami e Vincenzi, si sono recate in viaggio d’istruzione a Venezia.
Hanno visitato i monumenti e i luoghi più importanti della città senza bisogno di grandi spiegazioni perché le guide erano proprio loro! Eh sì… le classi hanno preparato un percorso che hanno seguito nella loro visita alla città e quando incontravano luoghi o monumenti particolari si fermavano ed esponevano e spiegavano agli altri compagni la storia, le caratteristiche e le particolarità di quel posto. Un modo alternativo che le insegnanti hanno scelto per cercare di rendere la gita non solo un momento piacevole ma anche un momento in cui i ragazzi potessero imparare qualcosa dai posti che andavano a visitare.
Le insegnanti e gli studenti sono rimasti tutti molto soddisfatti da questo viaggio! Un grazie alle insegnanti che hanno contribuito all’organizzazione del viaggio e un grazie agli studenti che hanno partecipato per aver reso questa una gita veramente speciale!
I ragazzi hanno visitato i luoghi più importanti della città: il Ghetto, il Ponte di Rialto, Piazza San Marco e la Basilica, il Palazzo Ducale, chiesa di Santi Giovanni e Paolo gemella con la chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la Scuola Grande di San Rocco, il Teatro La Fenice e l’isola di Murano.
Lorenzo Pini classe 2^ F
A conclusione del Progetto Zero/18, la classe 3^A Mercurio ha elaborato una presentazione power point che riassume le tappe del lavoro e il significato che l’esperienza ha avuto in termini di maggiori conoscenze e formazione professionale.
Chi fosse interessato la può scaricare direttamente dal blog: ascom-3am-progettozerodiciotto [formato ppt].
Il giorno 13 maggio le classi 1^B e 1^C hanno svolto una lezione particolare a contatto con la natura, sul fiume Po.
Accompagnati dai professori Bignelli, Damiani, Biadico e Ottolini, si sono recati sulle rive del fiume e si sono imbarcati su di una piccola motonave che li ha portati lungo le acque del Po.
La breve “visita” è iniziata nelle vicinanze del Ponte di Po, che unisce la sponda piacentina a quella cremonese. In seguito la motonave ha avanzato lungo un tratto costeggiato da una ricca vegetazione; i ragazzi hanno così potuto osservare numerose piantagioni di salici e pioppi.
Dopo aver oltrepassato l’isola Serafini, sulla quale si potevano scorgere alcuni pescatori sugli spiaggioni, l’imbarcazione è arrivata alla diga del fiume ed è ritornata al punto di partenza.
Le classi si sono molto divertite, è stata un’esperienza molto utile che i ragazzi sarebbero contenti di rifare.
Sara Milanesi 1^ C
Sta per uscire ed essere distribuito a tutti gli interessati il nuovo numero del tradizionale giornalino d’Istituto “Il Ragionando”. Queste le caratteristiche: nuova veste tipografica, curata da Giovanni Tanzi; dieci pagine; sette articoli di sei studenti, tre della redazione e tre collaboratori estemporanei; foto a colori. Un rammarico per non avere potuto dare conto di tutte le iniziative che il Beltrami organizza o a cui partecipa.
Complimenti e grazie a chi si è impegnato!
Andrea Mariani della V A Mercurio, dopo avere vinto il concorso Innovation Camp nel novembre 2010 e avere superato la selezione di Inglese, parte domani per un viaggio premio di 3 giorni a Bruxelles.
Complimente al nostro studente da parte di tutti!
Una studentessa della 4^B Mercurio ha inviato il seguente testo:
“Giovedì 5/05/2011 abbiamo fatto visita al carcere di Cremona per renderci conto della vita che i detenuti sono obbligati a vivere per brevi, lunghi o addirittura infiniti periodi.
Siamo partiti dalla scuola alle 8:30 del mattino per recarci in stazione dei pullman e prendere la radiale destinazione carcere, accompagnati dalla classe 4° A Mercurio e dai professori Vescovi e Brianzi.
Arrivati al carcere, abbiamo ritrovato la nostra professoressa di italiano e, dopo esserci radunati, siamo stati accolti all’interno di un’aula della struttura da due guardie.
All’interno dell’aula ci sono state chieste le carte d’identità e ci è stato illustrato in linea generale un carcere, le dure regole che richiede e i diversi tipi di detenuti che accoglie.
La giornata tipo dei reclusi si presenta così:
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orario |
Attività |
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9:00 |
Apertura delle celle. |
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9:00 – 11:00 |
Ore d’aria: i detenuti si recano nel piccolo cortile interno della struttura per svolgere attività e socializzare con gli altri detenuti. |
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11:30 – 12:00 |
Pranzo: preparato dai detenuti di buona condotta sotto sorveglianza di guardie. Viene consumato nella cella, che in quel momento i detenuti non possono lasciare. |
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12:00 – 13:00/14:00 |
I detenuti restano chiusi nelle corrispettive celle, dove possono guardare la piccola tv a loro disposizione. |
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14:00 – 17:00/17:30 |
Ore d’aria: i detenuti possono svolgere attività a loro scelta e compiere dei lavori per migliorare la condotta ed avere quindi la possibilità di accorciare il periodo di reclusione. |
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17:30 – 18:00 |
Cena in cella. |
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18:00 – 19:00 |
I detenuti restano chiusi nelle loro celle. |
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19:00 |
Chiusura delle celle. |
Ci è stato inoltre fatto notare che i detenuti che hanno compiuto atti di violenza e pedofilia vengono separati dagli altri, in quanto potrebbero essere causa di grandi e moleste risse all’interno del carcere.
Dopo averci spiegato le dure regole e le monotone giornate che i detenuti sono obbligati a trascorrere in carcere, ci hanno presentato il processo di reclusione a cui un uomo è sottoposto arrivato all’interno della struttura.
Il carcerato viene fatto spogliare completamente nudo, e viene perquisito da una guardia (dello stesso sesso). Successivamente viene portato in un’aula dove viene registrato e fotografato, per poi essere trasportato nella cella “provvisoria”.
Ci hanno quindi portato all’interno delle alte mura, e ci hanno illustrato due celle dove i detenuti sono solitamente rinchiusi.
Si tratta di celle piccole, soffocanti, composte da un letto (se così si può definire) e da un piccolo scaffale in metallo dove i detenuti ripongono i loro oggetti personali che possono acquistare con una somma di denaro prestabilita settimanale, ovviamente controllata dalla polizia. All’interno della cella è presente anche un piccolo e vecchio televisore protetto da metallo e un vetro in plastica, cosicché non possa essere rotto o addirittura usato come un arma. Ogni cella è dotata anche di un misero bagno, composta da un wc, un arrugginito lavandino ed un piccolo e segnato specchio in plastica, sempre per motivi di sicurezza.
Proseguendo la visita, ci hanno mostrato anche un piccolo campo all’aperto, dove i detenuti genitori ricevono la visita dei propri figli piccoli, cosicché possano passare l’ora di visita con loro giocando all’aperto senza che essi ne restino tristi o addirittura traumatizzati.
In seguito ci hanno riportati all’entrata del carcere, al di fuori delle alte mura che impediscono di vedere l’orizzonte e dove si perde il cielo, per mostrarci il mezzo con cui vengono trasportati i detenuti all’esterno della struttura per diversi motivi.
Si tratta di un camioncino, dotato della massima sicurezza per eventuali situazioni che potrebbero crearsi durante il trasporto di soggetti più o meno pericolosi, attrezzato di manette e sbarre.
Arrivati al termine della visita, ci hanno riportato nell’aula di accoglienza dove ci avevano portato all’inizio della visita per darci l’opportunità di incontrare un detenuto in carne e ossa e porgli le nostre domande.
Il giovane carcerato era un ragazzo di colore, con il viso sciupato da quattro anni di dura reclusione e con occhi stanchi che lasciavano trasparire il pallido entusiasmo della liberazione che sarebbe avvenuta a breve. Il giovane uomo sarebbe uscito per buona condotta dopo esserne entrato per traffico di droga. Ci ha raccontato alcune sue vicende dentro il carcere, di quanto sia stato duro lasciar fuori moglie e figli, inserirsi e socializzare con i detenuti, andare avanti senza mai mollare e resistere quattro infiniti anni senza mai mollare. Si è raccomandato con noi di non metterci in scomode situazioni che, anche per sfortunata coincidenza, ci possono portare in gravi ed irreversibili condizioni.
Terminato il colloquio ci hanno riconsegnato le carte d’identità e siamo tornati alle nostre case, con tristezza e cupidigia nell’anima, ma un immenso senso di sollievo nel potervi tornare.”
Silvia Miglioli 4^B Mercurio
“Venerdì 29/04/11, alle ore 8:30, presso il teatro Monteverdi di Cremona, abbiamo assistito alla proiezione del film “Patch Adams”, un grande film, dal profondo e toccante significato, interpretato dal magnifico Robbie Williams, nelle vesti di un bizzarro laureando in medicina, che si rivelerà poi il più grande medico della storia, non solo per gli ottimi risultati scolastici, ma soprattutto per la grande umanità con cui trattava i pazienti e per le grandi innovazioni che ha portato nel campo della medicina.
Subito dopo la proiezione del film, la nostra classe ha dovuto presentare un progetto da noi intrapreso e portato a termine, riguardante Telethon e inerente al valore della ricerca e all’importanza del volontariato.
Abbiamo quindi presentato la nostra classe e fatto brevi considerazioni sul film, su come dietro ogni paziente si trovi una persona fatta di sentimenti ed emozioni, che possono essere smosse anche da una semplice parola.
Dopo la presentazione, abbiamo esposto ai ragazzi presenti a teatro alcune nozioni generali di Telethon: quando è nato, quando è arrivato in Italia, per quali malattie combatte e come riesce a combatterle.
Successivamente ci siamo preoccupati di illustrare un quadro generale anche del volontariato, della sua importanza e della sua utilità, quanto possa essere utile l’aiuto di persone volenterose nei confronti di altre più sfortunate, che non hanno bisogno solo di denaro per vivere, ma anche di conforto e di calore umano per farsi forza, per avere la consapevolezza che tanti volontari sono disponibili per migliorare il loro presente ed assicurargli un futuro dignitoso.
Per concludere abbiamo voluto valorizzare la ricerca, dandole uno spazio nel nostro progetto, in quanto è grazie alla ricerca che molte vite sono state salvate e molte altre ancora si salveranno.
Per concludere il nostro piccolo ma significativo progetto, abbiamo voluto coinvolgere il pubblico di ragazzi che ci aveva ascoltato sino alla fine, chiedendo loro ulteriori considerazioni sul film e sugli argomenti trattati dalla nostra classe dopo la proiezione del film. Sfortunatamente, ci siamo imbattuti in una notevole immaturità e impreparazione da parte dei ragazzi, ma nonostante ciò, siamo riusciti a smuovere quel poco che serviva per rassicurarci di aver lasciato almeno un alone della grandezza delle cose che avevamo loro riferito e illustrato quella mattina.”
Silvia Miglioli 4^B Mercurio
Si sono svolte oggi, per tutte le classi seconde, le Prove Invalsi previste dal Servizio Nazionale di Valutazione (SNV) relative all’anno scolastico 2010/2011: gli studenti hanno affrontato una prova di Matematica, una di Italiano e risposto a un Questionario di raccolta dati sui partecipanti.
Come noto, il SNV nasce dall’esidenza di dotare il Paese di un sistema di valutazione dei risultati conseguiti dalla Scuola italiana in linea con le esperienze più avanzate a livello internazionale.
Per conoscere le reazioni degli studenti, si rinvia ai commenti che verranno inseriti dai ragazzi sul blog.